lunedì 31 gennaio 2011

domenica 30 gennaio 2011

Eileen, che simpatica umorista....

Q: Cosa devi fare quando vedi che il tuo ex-marito sta rantolando di dolore sul pavimento?
A: Sparagli un'altra volta.
Q: Come definiresti un uomo ammanettato?
A: Affidabile.
Q: Cosa significa quando l'uomo nel tuo letto ansima e dice il tuo nome?
A: Non hai tenuto abbastanza premuto il cuscino sulla sua faccia.
Q: Perchè servono 100 milioni di spermatozoi per fertilizzare un uovo?
A: Perchè nessuno si vuole fermare a chiedere indicazioni su dove andare.
Q: Perchè le femmine di vedova nera uccidono i loro partner dopo l'accoppiamento?
A: Per evitare di sentirli russare prima ancora che inizino a dormire
Q: Qual è la differenza tra gli uomini e le donne?
A: Una donna vuole che un solo uomo soddisfi tutte le sue esigenze.
Un uomo vuole che tutte le donne soddisfino l'unica esigenza che ha.
Q: Come puoi evitare che tuo marito legga le tue e-mail?
A: Rinomina la cartella di posta "manuale d'istruzioni".

venerdì 28 gennaio 2011

Stop me now

Oggi è stata una giornata difficile, per molti versi., ma nessuno di essi poetico, ahimè. Ho relalizzato che starò nel belpaese ancora almeno fino a metà febbraio, e poi spero di portemene tornare da dove son venuta.
E ho iniziato a macchinare sul da farsi, cioè sul cambiare a casa a NY con il mio Azzurro. Mi vien già male: cercare una casetta senza litigare, scegliere un quartiere, andare a vedere i posti. E sopratutto trovarsi un lavoro, qualcosa con cui contribuire alle spese e a pagare la casa di cui sopra. Sistemare definitivamente le cose a Dallas. Non riesco nemmeno a pensarci.
Mi è caduta sulla testa una stanchezza cosmica.
Mi spalmo sul divano con l'Ipod e un plaid e spengo il mondo per un pò, in attesa della telefonata della buonanotte.
Buon Week end a tutti voi che passate di qua, ma più buono e bello alle donne stupende che condividono sempre con me i loro pensieri sui miei.

In ultimo pensavo a quanto io sia sempre stata morbosamente gelosa della quiete che mi regala il mio Ipod, alla estraneazione del mondo. Ora che son tornata dalla mia settimana britannica, trovo incosolabilmente triste riavere tutte e due le cuffiette...era più bello prima, quando una la tenevi tu...

giovedì 27 gennaio 2011

Pezzetti sparsi (di sana follia?)

Aereoporto
"sei arrivata" (ma significava grazie a dio sei qui. O anche è stato così duro restare separati o piuttosto ti amo)
"Si, sono qui" (che era uguale a non mi hai abbandonata oppure diamoci una tregua)
"Avevo tanto bisogno di vederti"
Sorrisi contagiosi.

Locanda nella nebbia fra la brughiera
Camera di mille stoffe, camino acceso.
Iniziamo unlento two-step e mi dice immagina che sotto si sia la sabbia.
Sentivamo la musica dal piano di sotto ma ci pareva un concerto privato. Ho chiuso gli occhi e mi sono sciolta contro il suo petto, trovando un punto in cui la mia testa combaciava con la curva della sua spalla come la tessera di un mosaico.
Abbiamo ballato come ballano gli angeli.

Appartamenti privati dentro la casa paterna, Londra ( o giù di lì)
"Non sopporto che tu mi abbia mentito"
"Ci stiamo lasciando?" mi dice lui con un filo di voce
"Perchè stiamo insieme Spencer?"
Lui si alza e prende il volto fra le mani. Io sento la rabbia che mi scivola via dallae guance. Chiudo gli occhi e cerco di resistere alla forza magnetica del suo tocco, ma mi pare più forte di qualsiasi altra cosa.
Senza la mia solita rabbia mi sembra di andare in frantumi.
Cosa sono senza di lui?
Perchè l'attrazzione verso di lui è sempre più forte delle cose che mi spingono lontano da lui? Ragione, sensibilità, istinto di sopravvivenza persino.
Mi guarda, e il resto si dissolve.
"Eleonora. Niente potrà mai cambiare quello che provo. Qualunque cosa tu senta. Qualunque cosa succeda." Calma. Respiri sui respiri.
"Ma ho bisogno di qualcosa di più che essere voluta. Ho bisono che stiamo insieme, davvero".
Mi fa un sorriso triste.
Gli sistemo una ciocca di capelli biondi dietro a un orecchio, osservandolo troppo a lungo.
"Devo andare adesso"
"Si, hai ragione, è tardi."

Ho preso l'aereo.
Ma gli ho detto che lo amo.

mercoledì 26 gennaio 2011

La nebbia inglese (e io)






Rende bene il mio attuale stato d'animo.
Nonostante le parole, la musica, i silenzi urlati e sbattuti in faccia, lacrime salate e sorrisi a metà. Nonostante le risate sguaiate e i crampi alla pancia, nonostante i fottuti tramezzini inglesi alla polpa di granchio, nononte le vecchie suonate, i gestori delle locande nella fottuta brughiera inglese, la nebbia, la pioggia, il sole el persino la torre di londra.
Mi manchi.
E manchi alle mie ali, come dici tu, amore mio.

Eterno ritorno

"E’ un anno e mezzo che ci diciamo addio. Sembra che ci siamo conosciuti apposta per dirci addio. Non ci sto più. Sono sazia di addii, nauseata dagli addii, traumatizzata dagli addii. Ti prego, stammi lontano".

(Daniel Glattauer)

Quando in realtà ti vorrei vicino, vicino, vicino.

Sono tornata, e sono a pezzi, vorrei dormire per una settimana.
E invece ho tante cose da fare.

mercoledì 19 gennaio 2011

Tutta per Calzino

Gli mando una mail ieri sera avvisandolo dell'ora in cui arrivo e l'aereoporto.
Siccome aterro a Heathrow, che è per sua natura molto caotico, gli dico "Ma dove vieni a prendermi?"
Risposta:"Mi troverai tu, vedrai, Sarò quello vestito di bianco"
......................
Muoio.