"Sempre tu la piccola stella e sempre io l’oscuro natante
Sempre tu il porto e io il faro di destra
Il molo bagnato e il bagliore sopra i remi
In alto nella casa con i rampicanti
Le rose intrecciate, l’acqua che si fa fredda
Sempre tu la statua di pietra e sempre io l’ombra che cresce
Tu l’imposta accostata, io il vento che la apre".
(Odisseas Elitis)
Tu porto, casa, in qualche modo, amore.
Eppure io devo trovare la forza di dire basta.
A questa vita da cui mi sento aliena, disgiunta, stuprata persino.
A questo modo di essere, di pensare, di agire.
Agisco, vado avanti, ma non mi riconosco più.
Io non sono più io.
E non posso continuare a farmi del male, a dire bugie, a ferire lui e me.
Resta tutto una menzogna, anche quello che ci ha unito, avvicinato, che abbiamo condiviso, che ci ha reso felici. E quei momenti non se lo meritano.
Ci sono dolori che non passano. Ci sono dolori a cui ti abitui.
Io, a questo dolore, non voglio abituarmi, voglio vivere, voglio andare oltre, voglio tornare ad essere io.
Solo non he la forza di farlo. E non so dove trovarla.
giovedì 22 settembre 2011
lunedì 19 settembre 2011
domenica 18 settembre 2011
martedì 13 settembre 2011
Riflessione condivisa
Io, lo so, del 9/11 non ho scritto niente.
Ne sono consapevole. Non è che l'ho scordato, vivendo a New York vi assicuro che è a dir poco impossibile. L'atmosfera non è pesante e cupa come io mi sarei immaginata, anzi, c'è grande orgoglio e senso di vittoria, c'è speranza verso il futuro, come se l'orizzonte finalmente regalasse altro, e non più aerei civili che si schiantano contro gli skycraper.
Personalmente è una data che mi ghiaccia un pò...insomma, ho un fidanzato che era a Manhattan in quel preciso momento, mica roba da ridere ecco, e si ricorda tutto al centesimo di secondo. E vedere il posto dove tutto è successo quasi ogni mattina rende tutto strano, irreale. Non è successo a migliaia di chilometri da me, ma qui, dalle finestre di casa nostra si sarebbe visto tutto meglio che in un mega schermo. Non posso non pensarci, a volte. Penso anche che ci sono state altre stragi, eventi drammatici come i fatti relativi ad Allende, o altre centinaia di migliaia di genocidi silenziosi che non hanno lo stesso rielievo mediatico.
Eppure questo 9/11 è per me il simbolo del terrore, della morte stessa. Una data che ha, volente o nolente, cambiato la storia. c?è un pre 9/11 e un post 9/11, non ci sono cazzi. Il simbolo della possibilità che possa accadere anche questo. Eppure il 9/11 di dieci anni dopo vorrei anche io guardare a questa data come la possibilità che non possa accadere più, con lo steso orgoglio che tutti gli americani avevano negli occhi domenica, dalle parti di Ground Zero. Non so dirvi ancora se ci riuscirò.
Continuo a tentare. E forse il vero significato è proprio questo.
Ne sono consapevole. Non è che l'ho scordato, vivendo a New York vi assicuro che è a dir poco impossibile. L'atmosfera non è pesante e cupa come io mi sarei immaginata, anzi, c'è grande orgoglio e senso di vittoria, c'è speranza verso il futuro, come se l'orizzonte finalmente regalasse altro, e non più aerei civili che si schiantano contro gli skycraper.
Personalmente è una data che mi ghiaccia un pò...insomma, ho un fidanzato che era a Manhattan in quel preciso momento, mica roba da ridere ecco, e si ricorda tutto al centesimo di secondo. E vedere il posto dove tutto è successo quasi ogni mattina rende tutto strano, irreale. Non è successo a migliaia di chilometri da me, ma qui, dalle finestre di casa nostra si sarebbe visto tutto meglio che in un mega schermo. Non posso non pensarci, a volte. Penso anche che ci sono state altre stragi, eventi drammatici come i fatti relativi ad Allende, o altre centinaia di migliaia di genocidi silenziosi che non hanno lo stesso rielievo mediatico.
Eppure questo 9/11 è per me il simbolo del terrore, della morte stessa. Una data che ha, volente o nolente, cambiato la storia. c?è un pre 9/11 e un post 9/11, non ci sono cazzi. Il simbolo della possibilità che possa accadere anche questo. Eppure il 9/11 di dieci anni dopo vorrei anche io guardare a questa data come la possibilità che non possa accadere più, con lo steso orgoglio che tutti gli americani avevano negli occhi domenica, dalle parti di Ground Zero. Non so dirvi ancora se ci riuscirò.
Continuo a tentare. E forse il vero significato è proprio questo.
lunedì 12 settembre 2011
venerdì 9 settembre 2011
Se rinasco faccio l'anestesista
Non ce la faccio più.
Giuro.
Non ce la faccio.
Non ce la faccio più.
Giuro.
Non ce la faccio.
Non ce la faccio più.
lunedì 5 settembre 2011
Iscriviti a:
Post (Atom)



















